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Migros, celle frigorifere per l'immagazzinamento energetico

Creato: Domenica, 20 Ottobre 2013 10:08

La realizzazione della transizione energetica porta grandi mutamenti nella produzione energetica e sulla rete elettrica. Con le sue celle frigorifere la Migros può contribuire a stabilizzare la nuova rete elettrica. Un progetto pilota attualmente in realizzazione dà speranza per il futuro.
La Migros ha promesso a Nick di ridurre il consumo energetico tra il 2010 e il 2020 del 10%. Per mantenere questa promessa e realizzare la transizione energetica non bisogna soltanto modificare la produzione di energia, ma è necessario anche rivoluzionare la rete elettrica. I motivi sono due: gli impianti solari ed eolici immettono nella rete energia di diversa provenienza e la produzione di energia è legata alle condizioni meteo.
Il bisogno di una rete intelligente
Per creare un equilibrio tra produzione e richiesta è necessario costruire una rete intelligente, una cosiddetta smart grid. In essa i produttori e i consumatori effettuano un continuo scambio di dati. È inoltre importante creare centri di immagazzinamento energetico in grado di modificare il fabbisogno a seconda della disponibilità di energie rinnovabili, sgravando così la rete. È in questo contesto che entra in gioco il progetto pilota «Flexlast» al quale la Migros partecipa dall'autunno del 2012 insieme a BKW Energie AG, IBM e Swissgrid. Con il progetto «Flexlast» si sta costruendo una parte di una smart grid nella quale le celle frigorifere Migros fungono da centri di immagazzinamento contribuendo alla stabilizzazione della rete.
Un complesso flusso di dati
Nelle tre celle frigorifere Migros che vantano una superficie di circa 30 campi da calcio, vengono immagazzinate merci facilmente deperibili a -28 °C. Ciò richiede molta energia anche perché ogni volta che entra o esce merce una parte dell'aria fredda si disperde. Questo problema viene risolto grazie al raggruppamento di diverse informazioni e a un funzionamento intelligente delle celle frigorifere. Gli aggregati di raffreddamento vengono fatti funzionare alla loro massima capacità quando sulla rete vi è molta energia, per esempio quando il tempo è soleggiato o ventoso. Essi vengono invece spenti quando sulla rete vi è poca energia. Grazie all'isolamento ottimale la merce rimane a una temperatura sufficientemente bassa. Ciò che a prima vista può sembrare semplice, è in realtà un problema molto complesso. Il progetto proseguirà fino a fine anno. Finora i risultati sono stati soddisfacenti. Se continueranno a esserlo anche nei prossimi mesi, il progetto Flexlast verrà ampliato collaborando con altri consumatori energetici industriali.